VIA CRUCIS 2025 – 1

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Con meditazioni dall’Enciclica “Dilexit nos” di Papa Francesco
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Canto d’ingresso:
Celebrante: Nel nome del Padre, e del Figlio
e dello Spirito Santo.
Assemblea: Amen.
Stazione I – Gesù riceve la croce sulle spalle
Ritornare al cuore
V. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
R. perché con la tua santa croce
hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca
E intanto gli uomini che avevano in custodia Gesù lo deridevano e lo picchiavano, gli bendavano gli occhi e gli dicevano: “Fa’ il profeta! Chi è che ti ha colpito?”. E molte altre cose dicevano contro di lui, insultandolo. (Lc 22,63-65)
Dall’Enciclica Dilexit nos (n. 6)
Ogni persona è spesso nascosta sotto una gran quantità di “fogliame” che la ricopre, e questo fa sì che difficilmente si arrivi alla certezza di conoscere sé stessi e ancor più di conoscere un’altra persona: «Niente è più infido del cuore e difficilmente guarisce! Chi lo può conoscere?». […] La mera apparenza, la dissimulazione e l’inganno danneggiano e pervertono il cuore. Al di là dei tanti tentativi di mostrare o esprimere qualcosa che non siamo, tutto si gioca nel cuore: lì non conta ciò che si mostra all’esterno o ciò che si nasconde, lì siamo noi stessi. E questa è la base di qualsiasi progetto solido per la nostra vita, poiché niente di valido si può costruire senza il cuore. Le apparenze e le bugie offrono solo il vuoto.
Preghiera
O benignissimo Padre, perdona alle povere anime perché non sempre hanno sottoposto la loro volontà alla Tua e non hanno cercato di compierla in tutte le cose, ma troppo spesso sono vissute secondo il proprio volere e così hanno agito. Per la loro disubbidienza io Ti offro la perfetta unione dell’amorosissimo Cuore di Tuo Figlio con la Tua santissima volontà, e la sua profonda sottomissione con cui Egli Ti fu ubbidiente fino alla morte in croce. Amen. (S. Matilde di Hackeborn)
Padre nostro…
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Chiusa in un dolore atroce,
eri là sotto la croce,
Dolce Madre di Gesù.
Santa Madre, deh Voi fate
Che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore.
Quanto triste, quanto affranta,
Ti sentivi, o Madre santa,
del divino Salvator.
Santa Madre, deh Voi fate
Che le piaghe del Signore
Siano impresse nel mio cuore.
Stazione II – Gesù incontra sua Madre
La tenerezza nei ricordi del cuore
V. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
R. perché con la tua santa croce
hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca
Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione e anche a te una spada trafiggerà l’anima, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». (Lc 2,34-35)
Dall’Enciclica Dilexit nos (n. 19)
Il cuore è anche capace di unificare e armonizzare la propria storia personale, che sembra frammentata in mille pezzi, ma dove tutto può avere un senso. Questo è ciò che il Vangelo esprime nello sguardo di Maria, che guardava con il cuore. Ella sapeva dialogare con le esperienze custodite meditandole nel suo cuore, dando loro tempo: rappresentandole e conservandole dentro per ricordare. Nel Vangelo, la migliore espressione di ciò che pensa un cuore sono i passi di San Luca che ci dicono che Maria «custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore». […] Ciò che lei custodiva non era solo “la scena” che vedeva, ma anche ciò che non capiva ancora e tuttavia rimaneva presente e vivo nell’attesa di mettere tutto insieme nel cuore.
Preghiera
O Maria, tu risplendi sempre nel nostro cammino
come segno di salvezza e di speranza.
Noi ci affidiamo a te,
che presso la croce
sei stata associata al dolore di Gesù,
mantenendo ferma la tua fede.
Aiutaci, Madre del Divino Amore,
a conformarci al volere del Padre
e a fare ciò che ci dirà Gesù,
che ha preso su di sé le nostre sofferenze
e si è caricato dei nostri dolori per condurci,
attraverso la croce,
alla gioia della risurrezione. Amen.
(Papa Francesco)
Padre nostro…
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Chiusa in un dolore atroce,
eri là sotto la croce,
Dolce Madre di Gesù.
Santa Madre, deh Voi fate
Che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore.
Se ti fossi stato accanto,
Forse che non avrei pianto,
O Madonna, anch’io con te?
Santa Madre, deh Voi fate
Che le piaghe del Signore
Siano impresse nel mio cuore.
Stazione III – La Veronica asciuga il volto a Gesù
Il cuore palpita d’amore
V. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
R. perché con la tua santa croce
hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Matteo
Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fino dalla fondazione del mondo. Perché avevo fame e mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi… In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. (Mt 25, 14-15)
Dall’Enciclica Dilexit nos (n. 152)
Vale la pena di recuperare questa espressione dell’esperienza spirituale sviluppata attorno al Cuore di Cristo: il desiderio interiore di dargli consolazione […] quel desiderio che spesso affiora nel cuore del credente innamorato quando contempla il mistero della Passione di Cristo e lo vive come un mistero che non solo viene ricordato, ma che per grazia si rende presente […]. Se l’Amato è il più importante, come allora non volerlo consolare?
Preghiera
Abbraccia Gesù crocifisso, elevando a lui lo sguardo del tuo desiderio! Considera l’infuocato amore per te, che ha portato Gesù a versare sangue da ogni parte del suo corpo! Abbraccia Gesù crocifisso, amante ed amato, e in lui troverai la vita vera, perché è Dio che si è fatto uomo. Arda il tuo cuore e l’anima tua per il fuoco d’amore attinto a Gesù confitto in croce! (S. Caterina da Siena)
Padre nostro…
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Chiusa in un dolore atroce,
eri là sotto la croce,
Dolce Madre di Gesù.
Santa Madre, deh Voi fate
Che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore.
Santa Vergine, hai contato
Tutti i colpi del peccato,
Nelle piaghe di Gesù.
Santa Madre, deh Voi fate
Che le piaghe del Signore
Siano impresse nel mio cuore.
Stazione IV – Gesù cade nuovamente sotto la croce
L’uomo ha bisogno del cuore di Cristo
V. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
R. perché con la tua santa croce
hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca
Il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». (Lc 23, 35-38)
Dall’Enciclica Dilexit nos (n. 153)
Il mistero della Redenzione attraverso la Passione di Cristo oltrepassa, per la grazia di Dio, tutte le distanze di tempo e di spazio, così che se Egli sulla Croce si è donato anche per i peccati futuri, i nostri peccati, allo stesso modo i nostri atti offerti oggi per la sua consolazione, superando i tempi, hanno raggiunto il suo Cuore ferito.
Preghiera
Signore, Tu sai bene che non aspiriamo ad altro che a vivere e a morire nel tuo santo amore; alimenta ora questi nostri desideri come li hai fatti nascere e dona loro quella fermezza e incrollabilità che noi, data l’incostante mutabilità del nostro cuore, non possiamo riprometterci. Dà forza, Signore, ai nostri passi perché non abbiano a vacillare o smarriscano la strada intrapresa. (S. Claudio de la Colombière)
Padre nostro…
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Chiusa in un dolore atroce,
eri là sotto la croce,
Dolce Madre di Gesù.
Santa Madre, deh Voi fate
Che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore.
Dolce Madre dell’amore,
Fa’ che il grande tuo dolore,
io lo senta pure in me.
Santa Madre, deh Voi fate
Che le piaghe del Signore
Siano impresse nel mio cuore.
Stazione V – Gesù è inchiodato sulla croce
Amare col cuore del Verbo incarnato
V. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
R. perché con la tua santa croce
hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca:
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: “Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!”. L’altro invece lo rimproverava dicendo: “Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male”. E disse: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”. Gli rispose: “In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso”. (Lc 23,33-34.39-43)
Dall’Enciclica Dilexit nos (n. 37)
Dato che per noi è difficile fidarci, perché siamo stati feriti da tante falsità, aggressioni e delusioni, Egli ci sussurra all’orecchio: “Coraggio, figlio”, “Coraggio, figlia”. Si tratta di superare la paura e renderci conto che con Lui non abbiamo nulla da perdere. A Pietro, che non si fidava, Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: “Perché hai dubitato?” Non temere. […] Possiamo dubitare di tante persone, ma non di Lui. E non fermarti a causa dei tuoi peccati. Ricordati che molti peccatori se ne stavano a tavola con Gesù e Lui non si scandalizzava di nessuno di loro. Gli elitari della religione si lamentavano e lo trattavano come un mangione e un beone, amico di pubblicani e peccatori. Quando i farisei criticavano questa sua vicinanza alle persone considerate di bassa condizione o peccatrici, Gesù diceva loro: “Misericordia io voglio e non sacrifici”.
Preghiera
Prendo per me dalle viscere del Signore quanto mi manca, perché abbondano in misericordia, né mancano le fenditure per cui possano scorrere fino a me. Hanno forato le sue mani e i suoi piedi, hanno squarciato il fianco con la lancia, e attraverso queste fessure io posso succhiare il miele della pietra e l’olio del durissimo sasso, cioè gustare e vedere com’è soave il Signore. […] Il ferro trapassò la sua anima, e si avvicinò al suo cuore perché ormai non possa più non compatire le mie debolezze. È aperto l’ingresso al segreto del cuore per le ferite del corpo, appare quel grande sacramento della pietà, appaiono le viscere di misericordia del nostro Dio. (S. Bernardo)
Padre nostro…
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Chiusa in un dolore atroce,
eri là sotto la croce,
Dolce Madre di Gesù.
Santa Madre, deh Voi fate
Che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore.
Le ferite che il peccato
Sul tuo corpo ha provocato
siano impresse, o Madre, in me.
Santa Madre, deh Voi fate
Che le piaghe del Signore
Siano impresse nel mio cuore.
Stazione VI – Gesù è trafitto al costato
Il cuore di Cristo trafitto sulla croce
V. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
R. perché con la tua santa croce
hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. (Gv 19,32-34)
Dall’Enciclica Dilexit nos (n. 96)
Un uomo trafitto, una sorgente aperta, uno spirito di grazia e di preghiera. I primi cristiani in modo evidente vedevano realizzata questa promessa nel costato aperto di Cristo, fonte da cui promana la vita nuova. Scorrendo il Vangelo di Giovanni vediamo come quella profezia si sia realizzata in Cristo. Contempliamo il suo costato aperto, da cui è scaturita l’acqua dello Spirito: «Uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua». Poi l’evangelista aggiunge: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto». Riprende così l’annuncio del profeta [Zaccaria] che prometteva al popolo una sorgente aperta a Gerusalemme, quando avrebbero rivolto lo sguardo al trafitto. La fonte aperta è il fianco ferito di Gesù.
Preghiera
Signore Gesù Cristo, Salvatore del mondo,
ti ringraziamo per tutto ciò che tu sei e per tutto ciò che fai per il piccolo gregge.
Signore Gesù Cristo, figlio del Dio vivente,
ti lodiamo per l’amore che ci hai rivelato con il tuo Sacro Cuore,
trafitto per noi è diventato la fonte della nostra gioia,
la sorgente della nostra vita eterna. (S. Giovanni Paolo II)
Padre nostro…
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Chiusa in un dolore atroce,
eri là sotto la croce,
Dolce Madre di Gesù.
Santa Madre, deh Voi fate
Che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore.
Di dolori quale abisso,
presso, o Madre, al crocifisso,
voglio piangere con Te.
Santa Madre, deh Voi fate
Che le piaghe del Signore
Siano impresse nel mio cuore.
Stazione VII – Gesù è posto nel sepolcro
Il cuore di Cristo ci libera
V. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo
R. perché con la tua santa croce
hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca
Era il giorno della Parasceve e già splendevano le luci del sabato. Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono il sepolcro e come era stato posto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo come era prescritto. (Lc 23,54-56)
Dall’Enciclica Dilexit nos (n. 46)
Tutto questo, a uno sguardo superficiale, può sembrare mero romanticismo religioso. Tuttavia, è la cosa più seria e più decisiva. Trova la sua massima espressione in Cristo inchiodato ad una croce. È la parola d’amore più eloquente. Non è un guscio vuoto, non è puro sentimento, non è un’evasione spirituale. È amore. Ecco perché San Paolo, quando cercava le parole giuste per spiegare il suo rapporto con Cristo, disse: «Mi ha amato e ha consegnato se stesso per me» (Gal 2,20). Questa era la sua più grande convinzione: sapere di essere amato. La dedizione di Cristo sulla croce lo soggiogava, ma aveva senso solo perché c’era qualcosa di ancora più grande di quella dedizione: “Mi ha amato”. Quando molte persone cercavano in varie proposte religiose la salvezza, il benessere o la sicurezza, Paolo, toccato dallo Spirito, ha saputo guardare oltre e meravigliarsi della cosa più grande e fondamentale: “Mi ha amato”.
Preghiera
Io ti saluto, o Sacro Cuore di Gesù, sorgente viva e vivificante di vita eterna, tesoro infinito della Divinità, fornace ardente dell’Amore Divino. Tu sei il luogo del mio riposo e il mio asilo, o amabile mio Salvatore. Accendi il mio cuore di quell’amore ardente di cui è acceso il Tuo: diffondi nel mio cuore le grazie grandi di cui il tuo è la sorgente, e fai che il mio cuore sia così unito al tuo, che la tua volontà sia la mia e la mia sia eternamente conforme alla tua, poiché io desidero che ormai la tua santa volontà sia la norma, di tutti i miei desideri e di tutte le mie azioni. Amen. (S. Gertrude di Helfta)
Padre nostro…
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Chiusa in un dolore atroce,
eri là sotto la croce,
Dolce Madre di Gesù.
Santa Madre, deh Voi fate
Che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore.
O Madonna, o Gesù buono,
vi chiediamo il grande dono
dell’eterna gloria in ciel.
Santa Madre, deh Voi fate
che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuore.
Con che spasimo piangevi,
Mentre trepida vedevi,
il tuo Figlio nel dolor.
Santa Madre, deh Voi fate
Che le piaghe del Signore
Siano impresse nel mio cuore.
Conclusione della via Crucis
Celebrante: Preghiamo. Signore Gesù, redentore del mondo, che hai preso su di te i nostri dolori e hai portato nella tua passione le nostre sofferenze, ascolta la preghiera che ti rivolgiamo per il nostro Papa Francesco: donagli sostegno e salute perché sia sollevato nel corpo e nello spirito. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Assemblea: Amen.
Benedizione e congedo
Canto finale